home
reportage
articoli
progetti
biografia
award
il blog

Annalisa Monfreda - reporter

 

articoli > Nauru, febbraio 2008
















Anno III - n.26

Nauru, isola felice
poi maledetta

Era un ricchissimo paradiso tropicale del Pacifico. Oggi è uno scoglio brullo e inospitale. La maledizione di Nauru è racchiusa nelle sue pietre: quei preziosissimi fosfati che hanno reso il suo popolo fra i più ricchi del Pianeta. E che oggi lasciano in eredità un ecosistema compromesso.

La repubblica più piccola del Pianeta è ancorata nel mezzo del Pacifico, poco sotto l'Equatore. Ventuno chilometri quadrati di superficie per trenta chilometri di coste, quanto la nostra Isola del Giglio, per intenderci. Ma se Nauru ha meritato gli onori della cronaca non è certo per il suo mini-parlamento di 18 membri e neppure per i suoi 13mila abitanti, di età media 20 anni. Il fatto è che nell'ultimo secolo, la grande Storia è passata spesso proprio di qui. Facendo di Nauru ora la colonia contesa delle grandi potenze mondiali, ora un paradiso fiscale internazionale per il riciclaggio di denaro "sporco". Per non parlare del ventennio in cui il suo popolo si è ritrovato a essere tra i più ricchi della Terra.

Tutto comincia nel 1798, quando il capitano inglese John Fearn, di passaggio per questo atollo, lo battezza Pleasant Island. Non ci vuol molto a immaginare lo spettacolo che si è presentato ai suoi occhi: una rigogliosa vegetazione tropicale, prodiga di fiori e frutti, un popolo polinesiano che ci viveva seguendo i ritmi della pesca, un paradiso in terra insomma. Niente di tutto questo vi è rimasto oggi. Nauru è uno scoglio brullo e inospitale, abitato solo su una sottile striscia costiera. Le uniche palme rimaste sono quelle ampiamente sponsorizzate dal governo locale, nel disperato tentativo di attrarre una misera briciola del turismo polinesiano. I suoi 30 chilometri di strade sono quelli con il record di incidenti nel Pacifico. Il tasso di disoccupazione è pari al 90 per cento. Il reddito medio è di 3mila 400 dollari l'anno. E come se non bastasse, le cattive abitudini alimentari ne hanno fatto la nazione più grassa del mondo, con il 94 per cento degli adulti sovrappeso e con la maggiore incidenza al mondo di diabete, attacchi di cuore e artriti dovuti proprio all'obesità. Tanto che persino il plurieletto presidente Bernard Dowiyogo è passato a miglior vita a soli 57 anni nel 2003, a causa di un infarto provocato dal diabete. [...]