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Annalisa Monfreda - reporter

 

reportage > Italia, Bari, luglio 2004








Anno XVII - n.130

Miracolo a Bari
Nel centro storico restaurato esplode la "movida", ma nei vicoli resiste la tradizione

A volte è tutta questione di Oriente e Occidente. Prendiamo Bari Vecchia: se ci entri da est, magari alle dieci di sera, ti ritrovi in un ingorgo umano tutto chiacchiere e "struscio". In piazza del Ferrarese a minacciare i tacchi a spillo non ci sono più le chianche in basalto di una volta. E solo a stento ti accorgi delle colonnine in pietra che segnalano i ruderi della Porta Nuova, eretta qui nel 1612. Se a Bari Vecchia però ci entri da Occidente, nei pressi del Castello, lì dov'era la Porta Vecchia, allora Madonne con bambino, santi e angeli prendono il posto delle persone. No, non sei finito in paradiso. Anzi, mentre quelli ti tengono d'occhio da decine di edicole votive, le corti, gli slarghi e i vicoli ti inghiottono quasi fossi in una casbah. Per buttarla sul calcistico, di là puoi sederti al Pietra antica, pub modaiolo aperto da Nicola Ventola, attaccante dell'Inter in prestito al Siena. Di qua puoi gustare frutti di mare crudi al Pescatore, la trattoria di fronte al Castello dove il talento della Roma, nonché "barivecchiano" doc, Antonio Cassano faceva il garzone quando già calciava da fuoriclasse.
Difficile disegnare il confine immaginario tra queste due "città". È più facile dargli un nome: Piano Urban, il programma europeo per il recupero dei quartieri a rischio, che dal 1996 a oggi ha scritto la sceneggiatura di quello che potrebbe essere il "miracolo a Bari Vecchia". [...]