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Annalisa Monfreda - reporter

 

reportage > Italia, Lazio, marzo 2005






Anno XVIII - n.136

Cine fuori città
Fellini, Pasolini, Monicelli, De Sica, Leone hanno girato molti dei loro capolavori usando il Lazio come scenografia naturale

L'attore irlandese Micheál MacLiammóir, mentre sorvolava le Alpi, si domandava perché mai Orson Welles avesse scelto un paesino di nome Tuscania per le riprese di Otello. In quel momento la signora Maria, custode dell'antica chiesa di San Pietro a Tuscania, si domandava la stessa cosa. Micheál lo capì di lì a poco, quando nei panni di Iago vide la chiesa dove sarebbe morta Desdemona. "Una grande malinconica bellezza", scrisse nel suo diario. Maria, da parte sua, ci avrebbe fatto l'abitudine: da quell'inverno del 1949, le macchine da presa divennero più familiari della macchina da cucire.
Nel 1966 Pier Paolo Pasolini ambientò sulla collina di San Pietro le peregrinazioni di Totò e Ninetto (Uccellacci e Uccellini). E nel 1983 Maria fu addirittura ingaggiata da Tarkovskij per fare la comparsa nel corteo funebre di Nostalghia. [...]