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Annalisa Monfreda - reporter

 

reportage > Italia, Sicilia, febbraio 2006

 

 

 

 

 

 


Anno I - n.2

Da che parte soffia il vento dello Stretto?
Cittadini esasperati, pendolari disinteressati, imprenditori speranzosi: alle falde dei piloni, gli abitanti di Messina e Villa San Giovanni dibattono da decenni sul ponte che verrà

Il ponte sullo stretto esiste già. Francesco Lucchese lo ha trovato nel magazzino del suo negozio di souvenir, proprio di fronte al duomo di Messina: una terracotta di Scilla e Cariddi uniti da due enormi braccia. «L'ho messo in vetrina al prezzo di un euro e l'ho venduto nel giro di cinque minuti», racconta con stupore. Forse non sa che poco più avanti, in via Primo Settembre, Antonino Bucalo vende più cartoline del ponte che carretti siciliani o marionette di Orlando e Rinaldo. Quel gigante di cemento che con un fotomontaggio congiunge l'isola al continente è già il souvenir più gettonato di questo pezzo di Sicilia. Per il popolo dello stretto, a 135 anni dall'avveniristico tunnel sottomarino progettato da Carlo Navone, il ponte è una categoria del pensiero, un'ipotesi speculativa entrata a far parte delle abitudini. Ma oggi, per la prima volta, siciliani e calabresi devono fare i conti con il futuro: il ponte si farà e a loro tocca riprogettare una vita alla sua ombra.

Perché un ponte sullo stretto?
Ogni giorno 6.300 auto, 3.300 mezzi commerciali, 24 treni passeggeri e 34 treni merci attraversano lo stretto a bordo dei traghetti gestiti dalle Ferrovie dello Stato e dalla Caronte Tourist. Perché costruire un ponte? «Per rispondere al bisogno di un collegamento più efficiente tra la Sicilia e il Continente», dicono alla società Stretto di Messina. «La qualità dei servizi di trasporto è inadeguata, ed è destinata a peggiorare nei prossimi anni a causa dell'aumento di domanda», conferma l'analisi condotta dall'Ati, un gruppo di consulenti indipendenti. Alla grande opera è affidato anche il «rilancio economico e sociale dell'area», dice la Stretto di Messina. «Esso permetterà l'ampliamento degli scambi commerciali, dal momento che per attraversare il braccio di mare occorreranno solo tre minuti». Ma il ponte è davvero la panacea di tutti i mali dello stretto?

Tra Villa San Giovanni e Messina
Il nastro di cemento collegherà Villa San Giovanni e Messina: 14mila abitanti la prima, 150mila la seconda. Diventata città ad aprile scorso, Villa è a metà strada nella classifica del benessere italiano. Messina, da due anni senza sindaco, è il capoluogo di una provincia all'ultimo posto per la qualità di vita. [...]