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Annalisa Monfreda - reporter

reportage > Italia, Tivoli, settembre 2004

pp 114-115

pp 116-117

pp 118-119

 


Gli speciali - Anno I - n.1

Di natura selvatica
Il Parco di Villa Gregoriana a Tivoli, padre di tutti i giardini romantici

C'è stato un tempo in cui, se un fiume inghiottiva un abitato, sul luogo della sciagura non rimanevano rovine e desolazione, perché un papa illuminato vi faceva piantare alberi, tracciare sentieri e deviare cascate. Poeti venivano allora a cantare un paradiso in terra e pittori ne catturavano l'immagine. L'uomo si ricongiungeva così con la natura che lo aveva tradito.
Tivoli, 1826. La città sorge su una roccia piena di anfratti, una sorta di spugna. Il 16 novembre l'Aniene in piena fa esplodere, con la sua pressione, le cavità. Parte della zona vecchia collassa, fagocitata da un'immensa voragine. Cinque anni dopo, papa Gregorio XVI commissiona un'opera idraulica grandiosa: il traforo del monte Catillo per deviare il fiume e obbligarlo a un salto di 120 metri, a debita distanza da Tivoli. Fin qui l'ingegneria. L'arte comincia quando [...]